ALLA CONQUISTA DELLA
VECCHIA CASA DI CAMPAGNA
  
Alla conquista della vecchia casa di campagna" racconta in chiave umoristica le disavventure di due famiglie cittadine che tentano di vivere (e sopravvivere) per vari giorni in un rudere in campagna, con i loro goffi tentativi per bonificarlo dai topi, pipistrelli, ragnatele, mancanza di acqua corrente e di tutte le comodità alle quali siamo abituati. Ne nascono situazioni grottesche ed esilaranti raccontate dall'autore di -Zitto e nuota" (premiato al Premio Internazionale dell'Umorismo, per vario tempo ai primi posti della Classifica Nazionale Narratori Italiani del Corriere della Sera).
(uno stralcio dal testo)
Il caos più atroce scoppiò quando Sam chiese alle nostre mogli, col sorriso sulle labbra "C'è della frutta?" - Alla sua domanda fu proprio Lucia, la sua adorata moglie, a rispondere: Come no? Ci sono delle meravigliose pesche..." E così dicendo tuffò la mano nel grosso sacco di carta della spesa.Senza guardare lasciò girovagare la mano a zonzo in fondo al sacchetto alla ricerca della pesca, e quando ritenne di averla trovata la tirò su. Nelle aspettative di Lucia quella che estrasse doveva essere una bella pesca matura e succosa per il marito (anche se, confessò poi, le era sembrata troppo -matura" e morbida, attribuendo però il fatto a qualche colpo preso nel viaggio). Lucia dette un'occhiata con una certa curiosità alla pesca "troppo matura" prima di passarla al marito. Ma tra le aspettative e la realtà a volte ci sono delle differenze anche notevoli: la pesca matura che Lucia si aspettava di vedere era in realtà un grosso, enorme topo dal pelo lucido e dalla coda lunghissima, topo che si agitava nella sua mano stretta su di lui. Dopo alcuni secondi di paralisi mentale e muscolare con bocca spalancata senza suoni (mi riferisco a Lucia), occhi dilatati in maniera esagerata, coda ritta come uno spiedino di ferro (mi riferisco al topo), il terrore prese il sopravvento, scacciò la sorpresa e si impadronì del suo cervello, dei suoi muscoli e della voce. Topo e Lucia si guardarono un attimo negli occhi, poi la donna lanciò un urlo così acuto e potente che penetrò come una lama nelle nostre teste; mi accorsi che il topo dilatò a sua volta gli occhietti come aveva fatto Lucia in precedenza, i vetri delle finestre vibrarono in un pauroso concerto, il gatto che se ne era stato buono dormicchiando accanto a noi sotto il tavolo fece un balzo per aria, rizzò il pelo sulla schiena e partì a gambe levate fuori dalla stanza . Ariella sgranò gli occhi e unì le sue urla a quelle di Lucia, Maria e Sabrina sgranarono gli occhi e unirono le loro urla a quelle delle madri. Marco e Luca aprivano e chiudevano la bocca come per urlare ma senza suoni, Sam sgranò gli occhi, io sgranai gli occhi. Pur nella concitazione del momento pensai che c'era un congresso di occhi sgranati quel giorno. Non appena un barlume, seppur minimo, di razionalità serpeggiò tra le circonvoluzioni cerebrali di Lucia, la donna percepì il messaggio che doveva liberarsi della bestiaccia allontanandola da se'. Non era molto razionale, in quel momento, questo va detto: aveva avuto solo un microscopico barlume di razionalità. Infatti, anziché scagliarlo lontano, lo gettò d'impulso davanti a se'. Davanti a lei c'era Sabrina, la sua figlia adorata. Lucia dice che l'unico pensiero che ebbe fu quello di non aprire semplicemente la mano perché temeva che il topo le saltasse addosso, così aprì la mano ma contemporaneamente dette una spinta al suo braccio per allontanare la bestia. Giura (e c'è da crederci) che non aveva assolutamente l'intenzione di gettarlo addosso alla sua figlia adorata: la quale figlia adorata tutto si aspettava meno che l'adorata madre le tirasse addosso il topo; il quale topo atterrò direttamente sul collo della ragazzina che, avendo ormai esaurito la sua dose di urla, di paure, di stress e non sapendo più cosa fare, semplicemente svenne....